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Faccio l’accento svedese?

Carissimi lettori, eccomi a scrivere dopo un lungo periodo.

Sfortunatamente niente vacanze in mete esotiche tipiche svedesi (qui va di moda la Thailandia e concordo in pieno!) ma come sapete da gennaio ho iniziato la scuola di svedese e questo ha “leggermente” cambiato le mie abitudini giornaliere.

Ora finisco di lavorare al mattino, mi fiondo a casa per una doccia veloce, caffè rigorosamente espresso e via, in bicicletta, a scuola. In tutto non devo metterci più di 20 minuti altrimenti arrivo in ritardo e qui ti guardano strano se succede!

Raramente riesco a fare pranzo prima di uscire, ma normalmente lo faccio alle 15, invece nei giorni con il pomeriggio lungo anche alle 17! Faccio cena ovviamente non prima delle 21,30….

Come vi avevo anticipato nell’articolo precedente, vi devo annunciare ufficialmente che odio categoricamente studiare le lingue!

Non so che farci, è una cosa più forte di me.

Già con l’inglese ho le mie difficoltà e fortunatamente da quando sono qui è migliorato tantissimo ma ancora adesso faccio certe facce quando non capisco…

Persino con l’italiano ai tempi della scuola nutrivo un certo odio verso la grammatica, letteratura e affini. E infatti ricordo di aver preso 6 punti alla prova di italiano all’esame di maturità, quando 10 punti volevano significare la sufficienza (15 il massimo)!!!

Ora mi tocca studiare una lingua particolare e nonostante le mie grandi difficoltà c’è qualcosa che mi piace molto, mi affascina, di questa lingua. Forse per come vengono pronunciate le parole e per i suoni caratteristici, sarà per le tre vocali in più  Ä Å Ö al quale dette singolarmente ti senti come un mongolo che viene dalla Mongolia (del sud, perché al nord cambia l’accento), non lo so, prossimamente potrò dire di parlare svedese, il che fa molto figo!!!

Ormai sono a più di due mesi che studio lo svedese, il corso dura 18 ore settimanali e mi impegnano molto. Purtroppo è un corso molto lento, nel senso che se uno spera di uscire e parlare un buon svedese in pochi mesi purtroppo non è la scuola ideale, ma sicuramente ti da delle buone basi per affrontare ulteriori corsi e scuole messi a disposizione ai vari cittadini. Già adesso ogni tanto quando mi parlano al supermercato riesco a capire e spesso rispondo, ovviamente con un vocabolario di un bambino di 6 anni, ma è sempre un buon inizio.

I primi giorni di scuola sono stati traumatici, l’insegnante ovviamente parla esclusivamente svedese e come potete immaginare capire quello che dice è stata un’impresa, soprattutto cosa ti chiedeva di fare a casa come compiti….

Adesso va decisamente meglio, molte parole oramai le ho metabolizzate e non devo tradurmele in tempo reale in mente, ma la maggior parte però entrano ed escono dalla orecchie come se non avessi niente dentro la testa…

Il problema è che adesso faccio un cambio continuo delle parole tra lo svedese, inglese e italiano. Spesso non ricordo come si dice una cosa in italiano ma mi viene bene in inglese, a volte la parola che non ricordo in inglese la ricordo in svedese, e mentre parlo faccio un mix tra le varie lingue.

Qui uno schema di come cerco di ricordare una parola:

ricordare parole

Di norma in classe si fanno diversi esercizi insieme ai vari compagni, si leggono le notizie della settimana correlate di domande a cui rispondere, esercizi di lettura e sopratutto di comprensione. A volte ci scappa anche qualche lezione fatto con i CD-Audio dove bisogna comprendere cosa dicono i vari dialoghi e ovviamente (figuriamoci se no!) rispondere alle domande e per ultimo abbiamo anche giocato al bingo con delle parole (non ho capito se ho fatto pochi punti causa coincidenza delle estrazioni o perché capivo una mazza, alla fine non si vinceva niente e vivrò benissimo senza saperlo!).

Da quando ho iniziato il corso spesso arrivano e vanno via dei compagni dalla classe, nell’ultimo mese pero’ è arrivato un nuovo gruppo di dieci ragazzi/ragazze e con loro ho fatto subito amicizia. Sono ragazzi come me, che stanno studiano svedese per cercarsi un lavoro e sono quasi tutti europei. Ci si vede spesso per un caffè durante e dopo le lezioni. La scorsa settimana gli ho invitati tutti a casa per fargli assaggiare un caffè espresso alla come si deve!

In classe ci sono anche tanti ragazzi e ragazzi che arrivano dai paesi del Medio Oriente (sono sopratutto Siriani) e nonostante le differenze culturali e linguistiche mi sto trovando abbastanza bene. Purtroppo ho dedotto che hanno poco rispetto per altre persone, ad esempio rispondono al cellulare in classe (ma minc….a ti costa tanto andare fuori?) oppure parlano ad alta voce tra di loro. Spesso quando uno di questi non capisce una parola si alza un coro di voci rigorosamente in lingua araba che ad alta voce aiutano il poveretto, sembra di stare al mercato di Damasco o Abu Dhabi!

Una volta a settimana andiamo anche in sala computer per fare alcuni esercizi, in particolare sentire dialoghi e rispondere a delle domande. Queste aule come potete vedere dalla foto qui sotto sono ben dotate di computer individuali e videoproiettori (questi ultimi sono presenti in tutte le aule dell’istituto, corredato di impianto audio con subwoofer!). Il Wifi è gratuito e disponibile dappertutto nella scuola. In tanti anni in Italia non ho mai visto una sala così attrezzata.

computer

In queste settimane stiamo preparando il curriculum in svedese al computer e qualche volta l’insegnante, sapendo che sono un consulente informatico, con grande pietà e umiltà chiede il mio aiuto che contraccambio volentieri. Ho visto la sua faccia meravigliata e incredula quando le ho risolto un problema in 12,6 secondi mentre lei cercava invano da più di 10 minuti di riuscirci….  eh eh eh queste sono piccole soddisfazioni!

La scorsa settimana abbiamo ricevuto un annuncio shock: da lunedì 31 marzo cambiamo classe, compagni e insegnante. Questo non me lo aspettavo, finalmente riuscivo a capire l’insegnante e avevo trovato nuovi e simpatici amici, perché proprio adesso bisogna cambiare?

E’ stata l’occasione questa per fare una piccola festicciola per l’ultimo giorno della nostra classe e salutare l’insegnante. Ho provato diversi tipi di dolci, molti di origine araba molto buoni, altri che sicuramente solo a guardarli li avrei lasciati li ma purtroppo non potevo dire di no (metti mai che si offendano!). L’insegnante ha provato a farci guardare un film comico svedese (una vecchia parodia della classica famiglia svedese che ha la Volvo, mobili Ikea e fa vacanze rigorosamente in tenda in Svezia) ma non c’è stato verso, nessuno dava retta e infatti poco dopo video di MTV con ragazze in abiti succinti sono apparsi sul proiettore, oh si decisamente meglio!

foto1

Ieri abbiamo incontrato la nostra nuova insegnante e non poteva andarci meglio: è giovane, molto gnocca (si può dire???  SI!!!!) e riesco a capirla molto bene ma ancora più importante ho ritrovato tutti gli amici del mio precedente corso.

Mi dispiaceva sciogliere questo gruppetto e infatti siamo tutti felici e contenti di proseguire gli studi insieme.

E ora lo sprint finale, neanche tre mesetti per l’esame di svedese di giugno, speriamo di passarlo!

Una mattanza di alunni

Ieri sono andato finalmente all’appuntamento con la scuola di svedese SFI presente nella mia città.

Forse perché era in concomitanza con il cambio dell’ora all’arrivo mi trovo in mezzo a centinaia di persone che vanno e vengono dal corridoio, creando alcune difficoltà a chi non ci è mai stato.

Mi sembrava di essere dentro una rete da pesca con alcuni professori che facevano da vigili urbani per i nuovi studenti, una sensazione questa di confusione che mi ha fatto ricordare i bei tempi della scuola superiore.

Puntuale come un’orologio mi presento nella classe stracolma di gente (eravamo talmente tanti che qualcuno è rimasto fuori) e incominciano a fare l’appello.

Peccato che io ed una decina di persone non siamo sul loro elenco e ci viene detto che hanno sbagliato il numero della classe sugli inviti!

Incredibile anche gli svedesi tutti perfettini sbagliano allora! Ah ah ah

Ci reindirizzano nella classe giusta giù nei bassifondi e finalmente conosciamo la nostra prof, niente a che vedere con le zie incontrate a settembre perché questa è una ragazza giovane, bionda e alta, che cu..o!!!!!!!!!

Pronti e via vedo che la prof è anche molto simpatica ma parla come un mitraglietta nella lingua ostrogota e faccio una fatica bestia a capire (si fa per dire….). Fortunatamente era solo un’incontro informativo dove ci spiegavano il programma e come funziona la scuola.

Mi ha letteralmente scioccato vedere la professoressa fornirci i suoi numeri di cellulare di lavoro e personale! Così’ in caso di malattia o ci sono dei problemi a venire bisogna notificarglielo. Incredibile anche il fatto che per ogni necessità e richiesta sarà sempre disponibile dalle 8.00 alle 22.00 tutti i giorni!

Scopro anche che io e un’altra persona siamo alla nostra prima esperienza in questa scuola mentre gli altri arrivano da altri corsi ed effettivamente noto che hanno una certa facilità a dialogare con la professoressa quando fa alcune domande.

Tra i 16 alunni presenti (me compreso) solo io e altre due ragazze siamo europei mentre tutti gli altri arrivano prevalentemente alla Siria, Iran e Africa. Ci saranno differenze linguistiche e culturali in classe non da poco….

Oggi invece altro incontro sempre con la nostra professoressa, ci consegna a testa un raccoglitore nuovo per i fogli e il primo plico fotocopiato di esercizi/letture da fare per il weekend oltre al planning delle lezioni settimanali.

Dall’intreccio con il mio lavoro e con la scuola sarò praticamente impegnato tutti i giorni fino alle 16.30, con pause striminzite per raggiungere la scuola ma giusto in tempo per tornare a casa farsi una flebo di Novalgina prima di cenare!!!!!

Da lunedì iniziamo seriamente e la cosa mi intrippa molto ma mi rende anche molto nervoso….odio studiare le lingue….vedremo come andrà a finire….

 

Rimandato a gennaio….

Purtroppo è così, neanche il tempo di capire dov’è la scuola di svedese e come è fatta dentro che mi hanno rimandato a gennaio!

Ai primi di ottobre mi è arrivata una lettera di presentazione al colloquio introduttivo in una determinata aula alle ore 13.00. Ricordo che questo corso è gratuito per tutti gli aventi il benedettissimo Personnummer.

Convinto che il test e relativo colloquio individuale durasse poco, sono andato tranquillo senza mangiare, tanto non ho ancora preso le abitudini scandinave di mangiare pranzo alle 11.30!

Così mi presento, in forma smagliante e ben vestito all’appuntamento e incomincio a scrutare chi in futuro potrebbe essere con me in classe. Capisco dall’abbigliamento e dalle varie lingue che c’è gente che arriva dall’Africa, dalla Siria/Iran/Iraq, dalla Russia, dalla Spagna più qualcuno dai paesi Baltici.

Pronti via entriamo tutti in classe e una delle 5 insegnanti presenti incomincia a parlare a tutti in svedese (e figuriamoci se no….) e fortunatamente ripiega per i molti presenti anche sull’inglese (che culo!).

Ci consegna il nostro fascicolo personale con il primo test, ovvero il racconto della giornata della solita (e classica) famiglia svesede Svensson con annesse 12 domande a cui rispondere.

Considerando che di svedese in questi mesi ne ho digerito poco (e parlato praticamente zero) mi avventuro nella lettura e in qualche maniera riesco a rispondere alle domande. Purtroppo niente consultazione di vocabolario neanche su telefono quindi se non conosci alcune parole son cavoli. Incredibilmente rispondo correttamente a nove domande e mi passa per la testa un pensiero: sarà che qualche cosa l’avrò imparato di questa lingua?

In men che non si dica si materializza una insegnante che mi chiede di seguirla. Lasciamo stare l’età di queste signore, il loro terribile abbigliamento e le loro ancor più vomitevoli sandali con calzini bianchi!!! Avrei preferito un pugno nello stomaco….

Durante il colloquio mi viene chiesto la disponibilità a seguire le lezioni, che mestiere faccio, che lingua parlo (mi stava per scappare il piemontese…) e accetto appena me lo propone il turno migliore disponibile, ovvero tutti i giorni dalle 13 alle 15. Orario fantastico che mi permette di lavorare e di seguire le lezioni 2 ore al giorno per chissà quanti mesi. Un’ottima soluzione.

L’insegnante mi manda al mio posto con l’ennesimo test: descrivi in svedese a un amico la tua giornata tipo!!!

Preso dal panico per i primi 5 minuti incomincio a scervellarmi prima su cosa potrei scrivere visto che non faccio una vita frenetica (anzi se sono in Svezia è per l’esatto opposto) e poi a cercare le parole giuste.

Anche qui scrivi, cancella e riscrivi arrivo a fare questa benedetta paginetta. Quando ho finito le 5 insegnati a turno passano a leggere il mio manoscritto e nessuna corregge neanche una parola. Mi continuo a domandare se sono diventato cintura arancione di svedese ma scopro poi che non correggono il testo ma si limitano a capire come hai scritto.

Dopo questa ultima fatica arrivano altri due test, uno del livello B e l’alto del livello C. Queste scuole per immigrati sono strutturate con corsi che vanno dal livello A al livello D, dove per intenderci quelli del livello A partecipano persone che non conoscono l’alfabeto e scrivono da destra a sinistra (sono seguiti in particolar modo da persone di origine araba) mentre il D è il livello più alto a cui ambire, in pratica è come aver frequentato le elementari in Svezia.

Insomma non è che esci da questa scuola e sei impeccabile nello svedese, cercano pero’ di insegnarti un pò la lingua per essere autonomi nelle varie faccende giornaliere e per chi lo desidera ci sono successivi corsi di approfondimento da fare, anche legati al proprio tipo di lavoro.

Terminato i due test scopro che quello B è giusto al 100% mentre l’altro non riesco a capirlo, c’è un continuo chiacchierare tra le insegnati sul mio test che mi chiedo che cosa stanno confabulando.

Successivamente altro giro e altro colloquio, stavolta con l’insegnante che mi seguirà (si chiama Mona, come la Lisa del famoso dipinto) dove mi spiega il corso, l’inizio e l’orario. Mi conferma che mi spedirà una lettera al mio indirizzo con i dettagli che ci siamo detti con l’inizio delle lezioni per l’ultima settimana di Ottobre.

Non mi resta che andare a casa (e saccheggiare il frigorifero visto che erano ormai le 15.45 passate!!!!) e attendere questa lettera.

Ma settimana dopo settimana non arriva niente e contatto la scuola: mi scrivono che purtroppo sono in lista d’attesa per Gennaio!

Fra un mesetto faro’ il mio primo anno in Svezia senza aver ancora frequentato questa scuola….sigh….