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Rimandato a gennaio….

Purtroppo è così, neanche il tempo di capire dov’è la scuola di svedese e come è fatta dentro che mi hanno rimandato a gennaio!

Ai primi di ottobre mi è arrivata una lettera di presentazione al colloquio introduttivo in una determinata aula alle ore 13.00. Ricordo che questo corso è gratuito per tutti gli aventi il benedettissimo Personnummer.

Convinto che il test e relativo colloquio individuale durasse poco, sono andato tranquillo senza mangiare, tanto non ho ancora preso le abitudini scandinave di mangiare pranzo alle 11.30!

Così mi presento, in forma smagliante e ben vestito all’appuntamento e incomincio a scrutare chi in futuro potrebbe essere con me in classe. Capisco dall’abbigliamento e dalle varie lingue che c’è gente che arriva dall’Africa, dalla Siria/Iran/Iraq, dalla Russia, dalla Spagna più qualcuno dai paesi Baltici.

Pronti via entriamo tutti in classe e una delle 5 insegnanti presenti incomincia a parlare a tutti in svedese (e figuriamoci se no….) e fortunatamente ripiega per i molti presenti anche sull’inglese (che culo!).

Ci consegna il nostro fascicolo personale con il primo test, ovvero il racconto della giornata della solita (e classica) famiglia svesede Svensson con annesse 12 domande a cui rispondere.

Considerando che di svedese in questi mesi ne ho digerito poco (e parlato praticamente zero) mi avventuro nella lettura e in qualche maniera riesco a rispondere alle domande. Purtroppo niente consultazione di vocabolario neanche su telefono quindi se non conosci alcune parole son cavoli. Incredibilmente rispondo correttamente a nove domande e mi passa per la testa un pensiero: sarà che qualche cosa l’avrò imparato di questa lingua?

In men che non si dica si materializza una insegnante che mi chiede di seguirla. Lasciamo stare l’età di queste signore, il loro terribile abbigliamento e le loro ancor più vomitevoli sandali con calzini bianchi!!! Avrei preferito un pugno nello stomaco….

Durante il colloquio mi viene chiesto la disponibilità a seguire le lezioni, che mestiere faccio, che lingua parlo (mi stava per scappare il piemontese…) e accetto appena me lo propone il turno migliore disponibile, ovvero tutti i giorni dalle 13 alle 15. Orario fantastico che mi permette di lavorare e di seguire le lezioni 2 ore al giorno per chissà quanti mesi. Un’ottima soluzione.

L’insegnante mi manda al mio posto con l’ennesimo test: descrivi in svedese a un amico la tua giornata tipo!!!

Preso dal panico per i primi 5 minuti incomincio a scervellarmi prima su cosa potrei scrivere visto che non faccio una vita frenetica (anzi se sono in Svezia è per l’esatto opposto) e poi a cercare le parole giuste.

Anche qui scrivi, cancella e riscrivi arrivo a fare questa benedetta paginetta. Quando ho finito le 5 insegnati a turno passano a leggere il mio manoscritto e nessuna corregge neanche una parola. Mi continuo a domandare se sono diventato cintura arancione di svedese ma scopro poi che non correggono il testo ma si limitano a capire come hai scritto.

Dopo questa ultima fatica arrivano altri due test, uno del livello B e l’alto del livello C. Queste scuole per immigrati sono strutturate con corsi che vanno dal livello A al livello D, dove per intenderci quelli del livello A partecipano persone che non conoscono l’alfabeto e scrivono da destra a sinistra (sono seguiti in particolar modo da persone di origine araba) mentre il D è il livello più alto a cui ambire, in pratica è come aver frequentato le elementari in Svezia.

Insomma non è che esci da questa scuola e sei impeccabile nello svedese, cercano pero’ di insegnarti un pò la lingua per essere autonomi nelle varie faccende giornaliere e per chi lo desidera ci sono successivi corsi di approfondimento da fare, anche legati al proprio tipo di lavoro.

Terminato i due test scopro che quello B è giusto al 100% mentre l’altro non riesco a capirlo, c’è un continuo chiacchierare tra le insegnati sul mio test che mi chiedo che cosa stanno confabulando.

Successivamente altro giro e altro colloquio, stavolta con l’insegnante che mi seguirà (si chiama Mona, come la Lisa del famoso dipinto) dove mi spiega il corso, l’inizio e l’orario. Mi conferma che mi spedirà una lettera al mio indirizzo con i dettagli che ci siamo detti con l’inizio delle lezioni per l’ultima settimana di Ottobre.

Non mi resta che andare a casa (e saccheggiare il frigorifero visto che erano ormai le 15.45 passate!!!!) e attendere questa lettera.

Ma settimana dopo settimana non arriva niente e contatto la scuola: mi scrivono che purtroppo sono in lista d’attesa per Gennaio!

Fra un mesetto faro’ il mio primo anno in Svezia senza aver ancora frequentato questa scuola….sigh….